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La peste dei cannibali di Papua Nuova Guinea

di Silvia Sorvillo

un'inarrestabile epidemia provocata dai banchetti funebri
Morti in centinaia per un morbo simile alla mucca pazza

dal quotidiano Ultime Notizie. venerdì 15 ottobre 1999

PORT MORESBY. A Nord del Mar dei Coralli, di fronte all'Indonesia, uno Stato di 462.840 chilometri quadrati (una volta e mezza l'Italia) ha ospitato e protetto forse l'ultima delle tribù cannibali.
Siamo a Fore, Papua Nuova Guinea. Qui, tra gli abitanti che celebravano fino al 1960 "particolari" riti funebri, imperversava una misteriosa malattia.

il culto consumato nel fitto della foresta

Papua Nuova Guinea è per metà melanesiana e per metà papuasica, ma la linea di confine è solo teorica. In realtà, le pianure d'alta montagna ed i boschi di conifere creano delle nicchie naturali praticamente impenetrabili. Questa è la ragione per cui molte di queste popolazioni (se ne contano più di mille) sono completamente isolate le une dalle altre.

Aggiornamento: uno storico perdono

16 agosto 2007

A Port Moresby si è svolto un rito ufficiale in cui dopo 132 anni i discendenti dei cannibali di Papua Nuova Guinea chiedono perdono per il massacro avvenuto nell'aprile del 1878 durante il quale alcuni guerrieri della tribù Tolai, penisola di Gazelle, uccisero e mangiarono un pastore e tre predicatori fijiani arrivati nell'isola per diffondere il cristianesimo.

Scuse accettate da parte dell'ambasciatore di Fiji giunto in Papua Nuova Guinea proprio per presenziare la cerimonia.

Il villaggio di Fore si è sviluppato proprio in uno di questi tabernacoli naturali. Gli abitanti di Fore, prima che venissero decimati dalla sindrome di Kuru (una misteriosa malattia neurologica, simile a quella della mucca pazza, che provoca demenza) erano quasi tutti agricoltori e conducevano una vita piuttosto semplice.
L'unica bizzarria consisteva nel cibarsi, durante i riti funebri, delle carni dei parenti trapassati, come estremo segno di amore e di rispetto. Qualche volta, tuttavia, finivano nella lista del cerimoniere anche i corpi dei più impavidi nemici. L'importante, affinchè il "pasto funebre" non diventasse "indigesto", era che i deceduti, piatto forte del banchetto, in vita avessero goduto di buone condizioni di salute.

Oggi, dal momento in cui il culto animista ha alzato bandiera bianca davanti al cristianesimo arrembante, questi riti sono caduti in disuso e la grave epidemia di Kuru sembra essere ufficialmente arginata.

Il kuru per circa 80 anni ha minacciato di estinzione l'intera popolazione di Fore. La demenza provocata dal Kuru era progressiva e provocava una graduale incapacità motoria, che portava il malato alla morte in 18 mesi.
Nel 1957 l'epidemia raggiunse il suo culmine e provocò la morte di 200 persone (su una popolazione di 12.000 abitanti). L'aumento delle morti, però, non spinse la gente di Fore a rivedere le sue tradizioni funebri. Questo perché, probabilmente, la demenza non era considerata una malattia, ma un normale sintomo della vecchiaia. L'ultima vittima ufficiale del Kuru è stato Yani (1998), un agricoltore 49enne che è morto dopo essersi infettato da bambino in una di queste cerimonie.

le donne si cibavano di interiora

Ma veniamo ai pur macabri dettagli. Come veniva "spartito" il corpo del defunto? Alle donne spettavano il cervello e le interiora; agli uomini toccavano le sole carni. I corpi, prima di essere consumati, venivano cotti per intere settimane e ciò che restava dopo il banchetto funebre era utilizzato dalle donne per disegnarsi la pelle ed i capelli.
La diversa distribuzione degli organi giustifica la differente percentuale di contagio che i medici hanno osservato tra uomini e donne. Per ogni paziente uomo si ammalavano 30 donne. Probabilmente, l'agente che provocava malattia doveva essere presente in misura maggiore proprio nel cervello e nelle interiora. Inoltre, doveva essere resistente alle centinaia di ore di cottura cui le "carni" del defunto erano sottoposte.

Oggi, un agente infettivo perfettamente sovrapponibile alle caratteristiche del Kuru è il prione, particella di natura proteica la cui esatta struttura non è ancora sufficientemente chiara, e di cui si sospetta la presenza, sotto forma di aggregati, nel cervello e nell'ipotalamo di malati della sindrome di Creutzfeldt-Jakob (più nota come malattia della mucca pazza).
La forte similitudine tra le due malattie (il Kuru e Creutzfeldt-Jakob) permetterà alla ricerca cllnica di utilizzare questi dati come gruppo di studio per ulteriori ricerche. Michael Alpers, che dirige dal 1965 l'Istituto ricerca medica in Papuasia, è stato il primo a correlare il cannibalismo con il Kuru. Sulle orme del suo predecessore Carleton Gajdusek, Nobel per la medicina nel l976, Alpers ha elaborato uno studio epidemiologico che per annali della medicina è più prezioso delle famose pepite d'oro della terra di Nuova Guinea.

Un Paese da sempre sconvolto dalla guerra

A due passi dall'Australia

Papua-Nuova Guinea ha una superficie di 462.840 chilometri quadrati e conta 4.246.000 abitanti. Nonostante sia confinante con il ricchissimo territorio indonesiano di Irian Jaya, l'economia del paese è prevalentemente agricola e la capitale, Port Moresby, vive soprattutto con i profitti derivanti dal traffico portuale. Qualche fabbrica di birra e un mobilificio costituiscono il polo industriale di tutta la regione, dove la malaria e ancora endemica.

Il reddito procapite è vicino ai 1.100 dollari. La disuguaglianza sociale è forte, con pochi ricchi che si contrappongono ad una moltitudine di indigenti. La moneta è la Kina; lingue ufficiali sono l'inglese, una varietà di pidgin-english e lo hiri motu.
Il territorio, governato da una monarchia costituzionale, è suddiviso in 20 province. Dopo secoli di colonialismo (olandesi, tedeschi ed inglesi occuparono l'isola dal XVI secolo), l'Onu assegnò nel 1945 entrambi i territori (Papua e Nuova Guinea) all'Australia. Nel 1975 il Paese ottenne l'indipendenza nell'ambito del Commonwealth, ma l'estrema disomogeneità etnico-linguistica ed i contrasti tra governo centrale ed interessi locali portarono, nel 1989, al conflitto secessionista dell'isola di Bougainville, che nel 1990 proclamò l'indipendenza e costituì l'Esercito rivoluzionario di Bougainville (Bra).
Nel 1992, con un intervento armato, il governo ristabilì la sua autorità, ma la situazione è tuttora precaria. I negoziati si sono trascinati senza esiti decisivi fino alla primavera del 1998, quando è stato firmato il cessate il fuoco.

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Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi